Un piano straordinario che segna numeri record ma evidenzia al contempo una sete di risorse ancora diffusa su tutto il territorio nazionale. Il bilancio relativo alla misura del PNRR per la riqualificazione e l’efficientamento energetico dell’Edilizia Residenziale Pubblica (ERP) è stato al centro della recente conferenza stampa tenuta dal Ministro per gli Affari Europei, il PNRR e le Politiche di Coesione, Tommaso Foti.
I risultati illustrati descrivono un’operazione strategica definita dalle stesse istituzioni come «superiore alle aspettative», capaci di abbinare gli obiettivi ambientali europei con la tutela delle fasce sociali economicamente più fragili.
I numeri del Piano: 1.981 edifici coinvolti e 124 progetti ammessi
L’intervento ha mobilitato complessivamente 1,581 miliardi di euro presi dalle risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, consentendo l’ammissione al finanziamento di 124 progetti diffusi su 33 province italiane.
Grazie a questo stanziamento, la rigenerazione edilizia ed energetica interesserà direttamente 1.981 edifici pubblici di edilizia popolare, per una platea complessiva di oltre 25.000 alloggi.
Tra i principali target raggiunti figurano:
- Riduzione dei consumi: abbattimento stimato delle bollette energetiche di oltre il 30% per le famiglie residenti, legato all’efficientamento dei sistemi di riscaldamento, raffrescamento e all'isolamento termico degli involucri.
- Incremento di valore immobiliare: riqualificazione strutturale e ammodernamento tecnologico di un patrimonio spesso segnato da decenni di vetustà e carenza manutentiva.
- Sostenibilità ambientale: drastica contrazione delle emissioni climalteranti, perfettamente in linea con le direttive comunitarie del piano EPBD (la cosiddetta Direttiva "Case Green").
La sfida delle domande escluse: 147 istanze in attesa per 1,7 miliardi
Se da una parte si festeggia l'accelerazione dei cantieri finanziati, dall'altra il bando mette in luce quanto sia profondo il fabbisogno di manutenzione straordinaria del patrimonio ERP italiano.
A fronte delle risorse stanziate, le richieste presentate dagli enti locali e dalle ATER/IACP territoriali hanno superato di gran lunga la disponibilità economica iniziale. Risultano infatti esclusi per mancanza di fondi ben 147 progetti, per un controvalore di finanziamento richiesto stimato tra 1,7 e 1,8 miliardi di euro.
«È stata una scommessa vincente, ma sarebbe ora auspicabile individuare nuove coperture finanziare per far scorrere la graduatoria ed evadere anche le istanze rimaste in sospeso», ha evidenziato il Ministro Foti, confermando che il Governo stia valutando contromisure per non disperdere la progettualità già pronta.
Il contesto del settore: perché servono nuovi fondi per le case popolari
Il successo di partecipazione al bando PNRR riflette uno stato di criticità che il settore delle case popolari vive da tempo.
Secondo gli ultimi report sull'Edilizia Residenziale Pubblica realizzati da organismi di ricerca di settore, in Italia si contano oltre 820.000 alloggi ERP gestiti, con una quota di alloggi sfitto o inutilizzabile per carenza di manutenzione che supera i 60.000 appartamenti. A fronte di un peso della povertà abitativa in costante aumento e di spese di gestione sempre più gravose per gli enti, i progetti di efficientamento energetico integrato (cappotti termici, impianti centralizzati ad alta efficienza, fotovoltaico) rappresentano la principale leva per:
- Riqualificare e sbloccare alloggi attualmente inagibili o degradati.
- Diminuire la morosità incolpevole sulle spese condominiali ed energetiche, riducendo alla radice i costi in bolletta per gli inquilini a basso reddito.
- Accelerare l'adeguamento del parco immobiliare pubblico in vista dei target di neutralità carbonica fissati per i prossimi anni.
Le prospettive per le imprese e la filiera delle costruzioni
Per il comparto dell'edilizia, il completamento di questo primo pacchetto da 1,58 miliardi rappresenta un’importante boccata d'ossigeno in termini di appalti pubblici e cantieri. L'auspicio degli operatori del settore, espresso anche dalle categorie economiche e da enti come Federcasa, è che l'eventuale rifinanziamento della graduatoria degli esclusi possa garantire continuità operativa al mercato dei lavori pubblici, trasformando una misura straordinaria del PNRR in un piano strutturale per l'abitare sostenibile.




