Accumuli elettrici, installazioni in frenata: il residenziale arretra per l’undicesimo trimestre

I dati ANIE–Terna mostrano un forte rallentamento delle nuove installazioni. Per chi progetta impianti fotovoltaici, diventa ancora più importante dimensionare l’accumulo sui consumi effettivi.
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Il mercato italiano dei sistemi di accumulo elettrico sta rallentando. Secondo l’Osservatorio di Federazione ANIE, costruito sui dati del sistema GAUDÌ di Terna e pubblicato il 10 settembre, negli ultimi dodici mesi le nuove installazioni sono diminuite del 58% in capacità e del 42% in potenza. Nel secondo trimestre 2026 il calo rispetto allo stesso periodo del 2025 è stato ancora più netto: −82% in capacità e −68% in potenza.

Il segmento domestico, che aveva sostenuto la diffusione delle batterie abbinate al fotovoltaico, registra l’undicesimo trimestre consecutivo di diminuzione tendenziale. Tra aprile e giugno la capacità installata nel residenziale è scesa del 36% su base annua. ANIE rileva inoltre variazioni negative in tutte le regioni confrontando il primo semestre 2026 con il primo semestre 2025.

La frenata delle nuove installazioni non significa che il parco esistente si stia riducendo. Al 30 giugno risultavano installati 941.911 sistemi, per 7.961 MW di potenza e 19,3 GWh di capacità complessiva. Nel primo semestre si sono aggiunti circa 1,3 GWh: 0,9 GWh di accumuli abbinati a impianti fotovoltaici e 0,4 GWh di sistemi autonomi centralizzati.

Per progettisti e installatori, questo scenario rende ancora più utile una valutazione economica puntuale di ogni impianto. La capacità della batteria va confrontata con il profilo orario dei consumi, la produzione fotovoltaica prevista e l’energia effettivamente spostabile dalle ore di produzione a quelle di utilizzo. Una batteria più grande non garantisce automaticamente un risparmio proporzionale: la convenienza dipende da come l’edificio usa l’elettricità.

ANIE segnala infine che la crescita degli accumuli centralizzati resta un nodo per l’integrazione delle fonti rinnovabili. Le procedure competitive già assegnate o programmate potranno aggiungere capacità nei prossimi anni, ma la federazione stima che serviranno ulteriori installazioni per raggiungere lo scenario nazionale al 2030. Si tratta di una valutazione di settore, distinta dai dati già misurati sugli impianti in esercizio.

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