Per programmare la riqualificazione energetica occorre sapere quali edifici si vogliono migliorare. È il punto di partenza del lavoro presentato da ENEA il 24 settembre: una metodologia che integra archivi differenti per descrivere le tipologie più rappresentative del patrimonio residenziale italiano. L’analisi riguarda circa 12 milioni di edifici, pari all’85% del totale nazionale, e oltre 31 milioni di unità abitative.
I ricercatori hanno definito degli “edifici di riferimento”, utilizzabili nelle simulazioni energetiche a diverse scale territoriali. La configurazione più frequente, in tutte le zone climatiche, è quella dell’edificio a due piani con una sola unità immobiliare. Cambia invece la composizione delle tipologie successive: nelle zone climatiche più calde sono più diffusi gli edifici unifamiliari a un piano; in quelle più fredde ricorrono maggiormente fabbricati su più livelli e con più unità.
Il dato interessa direttamente progettisti e imprese. Un edificio costruito prima del 1980 presenta, secondo l’analisi ENEA, una maggiore presenza di sistemi di riscaldamento tradizionali; negli edifici più recenti cresce il ricorso a tecnologie efficienti. Le pompe di calore risultano più diffuse nelle zone climatiche A e B, mentre il teleriscaldamento assume rilievo negli edifici recenti della zona F. Il modello combina inoltre informazioni geometriche, impiantistiche e indicazioni sulla qualità termica dell’involucro.
La ricaduta pratica è una migliore selezione degli scenari da studiare: isolamento, sostituzione dei generatori e gestione dei carichi di riscaldamento e raffrescamento possono essere valutati partendo da tipologie coerenti con il territorio. Per il singolo intervento restano indispensabili rilievo, diagnosi e verifica dell’edificio reale: un edificio di riferimento è uno strumento di analisi, non un progetto già pronto.
ENEA sottolinea anche il valore dell’integrazione tra banche dati oggi frammentate. È un passaggio rilevante per misurare gli effetti delle politiche di riqualificazione e per costruire un quadro nazionale affidabile nell’ambito della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici.




