Ecco una sintesi dei punti chiave della riforma gestita dal Commissario straordinario Felice Squitieri.
1. Vendita e riscatto delle case popolari (ERP)
La novità più rilevante è la possibilità per Comuni ed enti pubblici di vendere gli immobili di edilizia residenziale pubblica. Gli attuali assegnatari hanno un diritto di prelazione per l'acquisto (opzione di riscatto), a patto che:
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Siano in regola con i pagamenti di affitto e spese condominiali.
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Non possiedano un'altra casa.
Nota: i criteri specifici per individuare gli immobili alienabili e le modalità di acquisto saranno definiti da un decreto ministeriale entro il 2 settembre 2026.
2. Mutui prima casa e tutele per le disabilità
Il Fondo di garanzia per la prima casa viene potenziato con uno stanziamento di 14 milioni di euro per il biennio 2026-2027. La legge introduce una corsia prioritaria per:
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Persone con disabilità grave permanente.
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Nuclei familiari che assistono da almeno due anni un parente stretto (figli o fratelli) con disabilità grave.
Per queste categorie, lo Stato offre una garanzia sul mutuo pari al 50%, che sale all'80% se l'ISEE familiare è inferiore a 40.000 euro all'anno.
3. Alloggi per studenti e lavoratori fuori sede
Per contrastare il caro-affitti nelle grandi città, vengono stanziati 8,5 milioni di euro aggiuntivi per i contributi locazione degli studenti universitari fuori sede. Inoltre, i progetti di edilizia sociale includeranno tutele abitative anche per lavoratori dei servizi essenziali, come personale sanitario, scolastico e forze dell'ordine.
4. Nuove regole e incentivi per i costruttori privati
I privati che intendono investire in progetti di edilizia integrata dovranno rispettare vincoli più severi sulla solidità finanziaria e sull'origine dei capitali (controlli antimafia).
In cambio, le imprese otterranno importanti incentivi:
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Bonus volumetrico: possibilità di incrementare fino al 35% il volume degli edifici se le superfici extra vengono destinate ad alloggi a canone calmierato.
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Mix funzionale: nei nuovi quartieri, una quota tra il 5% e il 15% degli spazi potrà essere riservata ad attività di quartiere (coworking, startup, negozi di prossimità), affiancando gli alloggi tradizionali a soluzioni di cohousinggenerazionale.
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Prezzi calmierati: se non si usano le quotazioni OMI, i prezzi convenzionati con il Comune dovranno essere inferiori di almeno il 33% rispetto al valore di mercato reale.




